

Padova nasce circa tremila anni fa dentro l’ansa del fiume Brenta, che all’epoca aveva una grande portata ed era molto ampio, oggi questa ansa è occupata da un altro fiume, il Bacchiglione.
La città nasce quindi in una terra naturalmente protetta, che da un lato offriva sicurezza e prometteva buoni raccolti, dall’altro però era pericolosa per via delle continue esondazioni. I primi abitanti della città si “specializzarono” quindi in costruzione di argini per la regolazione del flusso delle acque.
Sembra che Padova sia nata addirittura prima di Roma. La leggenda dice che i Paleoveneti, i nostri antenati, arrivarono a Troia dall’Asia Minore, e precisamente da una regione che allora si chiamava Paflagonia.
In quel periodo era in corso la famosa guerra di Troia e i nostri antenati si schierarono dalla parte dei troiani, che persero. Il loro re morì e i superstiti seguirono il principe troiano Antenore nella sua migrazione verso la nostra regione lungo il mare Adriatico. Arrivarono nella terra tra i fiumi Brenta e Piave e fondarono il primo nucleo abitativo che diventerà poi Padova. Il loro insediamento causò l’allontanamento della popolazione pre-esistente, gli Euganei, che migrarono verso nord.
Il termine “Veneti” ha origine latina. Deriva dalla traduzione latina di “Enetoi”, il nome che il poeta greco Omero aveva dato a questa popolazione. E’ il termine da cui ha origine il nome della nostra regione, il Veneto. Il termine “Paleoveneti” è usato dagli studiosi moderni per distinguere le prime popolazioni da Veneti attuali.
Davanti alla libreria Feltrinelli, all’inizio di via San Francesco, si trova la tomba di Antenore, che in realtà contiene i resti di un soldato romano. La tomba fu scoperta nel 1274, ma nel 1989 venne portata in Arizona e lì venne accertato che il corpo risaliva all’anno 260. Probabilmente,
quando nel 1274 venne scoperta la tomba, i padovani pensarono ad un modo di dire che si usava allora: “Quando la capra parlerà e il lupo risponderà Antenore si troverà”. Il capomastro che fece il ritrovamento e che si chiamava “Capra”, assieme al letterato umanista “Lovato de’ Lovati” (Lovato in veneto significa “lupo”) convinsero tutti che la profezia si era avverata e che quelli erano effettivamente i resti di Antenore!
Questo lo abbiamo imparato dal poema “Eneide” di Virgilio e dalle “Storie romane” di Tito Livio, uno storico padovano dei primi anni dopo Cristo, da cui prende il nome una delle più famose scuole superiori della città (in Riviera Ponti Romani).
Al Museo Civico si possono ammirare alcuni reperti relativi ad oggetti di terracotta e bronzo e appartenenti a questi primi abitanti. I disegni e i motivi di questi oggetti evidenziano la provenienza degli artigiani ed artisti dall’Asia Minore e dalla Grecia, anche se con il passare del tempo cominciano ad assumere un carattere proprio.
Questo insediamento comincia ad assumere le dimensioni di una città dopo circa 5 secoli dalla sua nascita (2.500 anni fa).
Nel giro di un paio di secoli i Veneti stringono relazioni amichevoli con i Romani. Da qui a diventare una città romana (detta “municipium”) il passo è breve: lo diventerà nel 49 a.C., ovvero 2054 anni fa! Un municipium era una città dove gli abitanti avevano gli stessi diritti dei romani, che erano chiamati “cives”, ovvero “cittadini”.
Per Padova cambiano tante cose: la civiltà romana si sovrappone a quella paleoveneta, cambiano le leggi, i costumi, la religione, le strutture viarie, l’architettura …
Padova diventa una delle più ricche città imperiali e di quell’epoca rimangono ancora delle testimonianze ben visibili.
Vicino ai Musei e alla Cappella di Giotto si possono ad esempio ammirare i resti dell’Arena, in Prato della Valle è stata individuata l’area dove sorgeva il teatro romano (si chiamava “Zairo”, che è nome della pizzeria lì vicino) sotto la Riviera dei Ponti Romani ci sono ancora i resti di alcuni ponti (da cui il nome “riviera ponti romani”).
Storicamente Padova nei primi secoli di vita segue le vicende di Roma, impossibili da raccontare in poco tempo!
Anche il Cristianesimo entra presto in città e il primo vescovo è Prosdocimo, un nome che leggerete spesso (nomi di vie, persone, negozi, ecc.). Padova segue le vicende di Roma anche quando arrivano i barbari (circa 1.600 anni fa, nel 400), e viene quasi completamente rasa al suolo.
Nel 700, con i Franchi (altra popolazione barbara) si sviluppa la struttura del feudalesimo: con
questo sistema il potere dell’Imperatore e l’influenza dell’Impero si indeboliscono, e i signori locali si rafforzano.
Nel 1.000 inizia un periodo molto positivo: la città cresce perché si coltiva la terra ed aumentano gli scambi commerciali. Al sistema del baratto si sostituisce l’uso della moneta.
Nel 1163 Padova diventa “Comune” e si iniziano i lavori di ricostruzione delle mura cittadine all’interno del fiume.
Le mura vengono completate in 3 tempi sia per rendere più robuste, sia per includere i quartieri non compresi nei primitivi confini:
Le mura nuove appartengono ad un periodo successivo: sono dette mura veneziane o rinascimentali e vengono edificate a partire dal 1513. Erano lunghe circa 11 Km e vennero costruite dalla Repubblica di Venezia utilizzando in parte le vecchie mura e ampliando notevolmente i confini della città. Di queste mura rimangono Porta Savonarola, Porta San Giovanni, Porta Santa Croce, Porta Pontecorvo, Porta Portello.
Il 1200 per la nostra città è uno dei secoli più importanti, si costruisce il Palazzo della Ragione, nasce l’Università, Sant’Antonio vi soggiorna e predica (e nello stesso secolo inizia la costruzione della Basilica a lui dedicata), aumentano i traffici commerciali, si conosce un periodo di tirannia sotto il Signore Romano d’Ezzelino, dopo la quale inizia l’età d’oro del Comune.
Questo periodo d’oro coincide con il governo in città della dinastia dei Da Carrara (o dinastia carrarese), una grande e nobile famiglia che domina la città per circa 80 anni (1318-1405). Come tutte le famiglie dell’epoca, anche questa aveva uno stemma che raffigurava un carro rosso sopra uno scudo La famiglia diventa potente già nel 1100, quando ottiene dall’Imperatore (Enrico V) dei privilegi particolari. Diventano ricchi signori di campagna nel territorio dove attualmente sorge il paese di Due Carrare in provincia di Padova.
Nel 1318 Jacopo da Carrara ottiene il titolo di “Capitano del Popolo” e inizia così la “Signoria” dei Carraresi.
Come tutti i principi dell’epoca, i Carraresi amano il potere, per cui tengono un esercito per le guerre di difesa e di conquista. Sono però anche interessati alla cultura, alle arti, alle scienze. Danno un notevole impulso allo sviluppo dell’Università che diventa, anche per merito loro, un’università di dimensioni europee.
Durante l’epoca dei Carraresi:
La Signoria dei Carraresi terminerà con l’arrivo della Serenissima Repubblica di Venezia nel 1405: i cittadini di Padova, stanchi di assedi e guerre giurano dedizione a Venezia, che regnerà in città per ben 4 secoli.
Sotto la dominazione veneziana Padova conosce un forte rinnovamento edilizio e alcune delle cose più significative le vedremo durante l’itinerario.
Orario/Opening Hours:
Ma - Me, Tu - We: 10.30 - 12.30, 19.00 - 21.00
Gi - Ve, Th - Fr :10.30 - 12.30