

Futuri partenti, futuri erasmus. Amici, coinquilini, sostenitori, fidanzati e fidanzate più o meno preoccupati, curiosi capitati per caso o per il buffet.
Io sono Luca, studente di Scienze Statistiche, ex erasmus nell’anno accademico 2007/2008, e attuale presidente di ESN Padova.
Si possono spendere milioni di parole sull’erasmus, fare discorsi esaltanti o preoccupanti, dedicarci pagine di diari o di blog, cosa che qualcuno ha fatto e qualcun altro farà, farci sopra un film, cosa che qualcuno ha fatto e magari qualcun altro farà.
L’erasmus è un’esperienza strana. Di sicuro insostituibile. In qualsiasi altro momento o modo si possa passare un periodo di tempo all’estero, non sarà la stessa cosa. Andare in erasmus concede di mettere insieme una libertà insospettabile – che andare all’estero, ad esempio, per un progetto di lavoro può non concedere – con un progetto solido alla base – che partire per esempio con lo zaino in spalla quasi certamente non concede. La leggenda urbana secondo cui l’erasmus ti cambia la vita, è completamente vera. Tira fuori aspetti di noi che non conosciamo, ne recupera altri che avevamo dimenticato, ci mette alla prova, fa tornare in patria, con l’impressione di aver vissuto una specie di vita parallela o sogno incredibilmente reale.
Solo sulle condizioni di partenza si potrebbero scrivere articoli di sociologia o di psicologia. Partire insieme al proprio migliore amico o insieme a qualcuno che appena si conosce di vista; o partire da soli. Partire mettendo alla prova le proprie relazioni o per mettere alla prova le proprie relazioni. Partire in un momento di entusiasmo o in un momento qualunque, con degli obiettivi precisi o per poi vedere come va, in ogni caso senza sapere quello che ci aspetta. Tornare avendo vissuto quello che non ci si aspettava.
Se posso permettermi di darvi un consiglio, è, prima di partire e appena siete arrivati, di imparare la lingua, meglio che potete, prima che potete. Seguite i corsi universitari, seguite corsi privati, trovate un tandem di lingua. E’ un consiglio pratico. Prima affronterete la questione della lingua, meno tempo perderete, e più tempo avrete per dedicarvi a quello che vi piace, e più in fretta lo scambio di battute potranno arrivare oltre how are you? e que pasa?
Le relazioni sociali. Punto di forza e di debolezza dell’erasmus. Si possono conoscere decine di nuove persone. In una sola sera. Si possono avere flirt inaspettati e si possono conoscere i migliori amici di una vita. E oltre a questo si possono fare viaggi in treno, in aereo, scoprire nuovi e diversi modi di condividere la quotidianità. Si può, in qualche caso a proprie spese, imparare a convivere con persone dalle abitudini culturali, sociali e culinarie diverse dalle nostra. Tornare a casa più ricchi culturalmente e personalmente, a volte difficili da riconoscere. E’ un’occasione non ripetibile, non rinunciare a niente di quello che verrà.
Tra queste cose, se nella vostra città avrete la fortuna di incontrarla, lasciatevi coinvolgere e trasportare da ESN. Nella mia esperienza in Grecia, l’erasmus student network ha dato un grande contributo a rendere l’esperienza indimenticabile, organizzando viaggi, feste, eventi, dandoci quando possibile una mano per tutto ciò che riguarda università e l'alloggio. Creando il gruppo. Tanto che appena tornato in patria, il bisogno di continuare l’esperienza, e in qualche modo di ricambiare quanto ricevuto, era tale da entrare poco dopo a far parte della sezione padovana di ESN.
Vado a chiudere. L’erasmus è un’opportunità per (relativamente) pochi. A qualcuno non interessa, tanti non hanno la fortuna di riuscire a rientrare nelle graduatorie, altri facendo i conti dei crediti universitari o con la propria voglia di rischiare, preferiscono lasciar stare. C’è chi fino a un giorno dalla partenza avrà il dubbio di non stare facendo la scelta giusta e invece appena messo piede in spagna, in grecia, in olanda penserà che quello è proprio il posto che stava cercando. Lo spirito erasmus è lo stesso ovunque. E’ unico. E’ un marchio che portiamo neanche troppo nascosto, che ci fa capire al volo tra di noi, che rende difficile spiegare fino in fondo a chi in erasmus non c’è stato, nella snob e bellissima frase chi non c’è stato non lo capirà mai.
Mi piace l’immagine di tutti che partono nello stesso giorno. Tutti che da Padova salgono sui rispettivi treni e autobus che li portano ai rispettivi aeroporti e da lì a Barcellona come a Parigi come in un’impronunciabile città polacca. E lì diventare a tutti gli effetti erasmus, gli erasmus della generazione 2010/2011 e respirare per la prima volta questo spirito, non dimenticarselo mai.
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Wednesday, 11 January 2012 - 11:28pm
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Tuesday, 27 December 2011 - 12:50am
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Thursday, 15 December 2011 - 11:18pm
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Sunday, 16 October 2011 - 11:21pm
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Wednesday, 14 September 2011 - 12:51am
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